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Cucina dell'Arcipelago

Pasta e fagioli al ragù di tracina

Se vi interessa la ricetta fate come me, improvvisate...

Il pesce più buono

Ci sono delle giornate di pesca avare, qui nell'arcipelago, ma male che possa andare puoi sempre contare su una manciata di sciarrai o un paio di tracine: in parole povere, il pesce più buono che ci sia, soprattutto se gli sciarrai vengono su da 70/80 metri, e le tracine sono di grossa taglia.

Oggi dal frigo ho "pescato" dei fagioli freschi da sgranare, e insieme ad un grappolo di pomodori pachino e mezza confezione di pasta mista ho cucinato il seguente piatto; Pasta e fagioli al ragù di tracina. Se vi interessa la ricetta fate come me, improvvisate...

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Un poeta chiamato Cavallo

Capace come pochi di annullare le barriere che separano l'arte dalla vita

A oltre 10 anni dalla sua genesi (1996), il progetto “SuperViktor - Agosto ‘96”, nelle prime intenzioni una fiction-nonfiction della durata di circa trenta minuti con e su Victor Cavallo, uno dei più significativi esponenti dell’avanguardia artistica romana, dopo la lunga pausa e la scomparsa del protagonista nel Gennaio del 2000, si è evoluto in un singolare docu-fiction della durata di 52’, ricco di contenuti “forti”, autentici, provocatori, “sofisticato e zozzo”. Magistrale, emozionante, “super” è l’interpretazione di Cavallo: “un momento prima è Carmelo Bene, un attimo dopo è Renato Rascel…” (Tatti Sanguineti a Hollywood Party). Victor Cavallo fornisce una chiave di lettura personalissima del secolo che sta per concludersi attraverso il racconto di una giornata d’agosto in una Roma di fine millennio, vissuta tra realtà stranianti e finzioni verosimili da un attore ingaggiato per un film da girare Parigi e che non verrà mai realizzato... Vittorio Vitolo in arte Victor Cavallo è SuperViktor, l’antisupereroe che si cala nei personaggi inquietanti de “La Caduta” di Dürrenmatt, che sconfigge la morte schierando Totti sulla trequarti, e che avanza tra le macerie della vita con lo sguardo oltre, gigionesco e immenso, comico e tragico, dolce e poetico come una carezza di Gandhi. Franco Rea

Locandina

Alberto Merolla

Pascal Teveny

Victor Cavallo su Activitaly.it

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La linea laterale - di Franco Rea

Romanzo-soggetto televisivo (pseudo-fantascienza)
estratti alla rinfusa (contro i replicanti e i solidificatori del Mondo)


"Eppure la vita, come fenomeno, si era trovata così bene nella pianta, a che scopo dotarla di movimento e spingerla alla ricerca di cibo"
“... I pesci presentano anche un organo di senso non presente in altri vertebrati: la linea laterale. Essa è costituita da una serie di canalicoli che corrono lateralmente nella testa e nel corpo dell'animale, collegati con l'esterno tramite piccoli pori, e ha la funzione di percepire variazioni di bassissima frequenza o flebili campi elettromagnetici…”

Ambientato in un momento storico imprecisato, incoerente, parallelo, nei pressi di Castelporziano, ex statale per Ostia, km 23(direzione Infernetto) in sovrapposizione quantistica con Marginetto, nell'isola di La Maddalena, e il Villaggio dei Pescatori a Fregene: pinete, vigne, il mare, macchia mediterranea, un borgo di casette raggruppate, un laghetto artificiale, il  terreno brullo attraversato da una tortuosa e deserta strada asfaltata, un vecchio distributore di benzina anni ’70, la fermata Atax, la casa cantoniera. Un mondo depresso dalla caduta del capitalismo mondiale…

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Un ottimo lavoro di squadra...

Tutto sommato un ottimo lavoro di squadra, Mike ha pilotato Freccetta mantenendomi sempre nelle condizioni migliori rispetto alla lotta... Diversamente da quanto divulgato, siamo andati alla ricerca di quella secca vicino xxx (come da tua indicazione e dove avevo ingenuamente perso due prede causa terminale 0,30). Vento 5-7 nodi di libeccio, mentre ci avviciniamo scorgiamo un pescione che si tuffa: ci mettiamo alla ricerca del fondale buono e, trovatolo, effettuiamo un paio di calate, fortunatamente a motore spento dietro mia insistenza (che quando pesco mi piace sentire il suono del vento, la musica del mare!), aggancio la solita tracina che si libera a pelo d'acqua, scarrocciamo, ci riportiamo in posizione, Mike è un pochettino insofferente, vuole spostarsi, io nel frattempo aggancio qualcosa che si libera con uno strattone e mentre "gioco" con il movimento dell'artificiale "sento" delle toccatine (ma che cannetta sensibile!). Ricalo in acqua, salite-discese etc., Mike mi sollecita a tirare su per lo spostamento e, forse ad una trentina di metri dal fondo qualcosa si attacca con violenza, la frizione quasi chiusa ma non chiusa stride, la canna è piegata ad arco, Mike improvvisamente si sveglia così come il suo amico Marcello, piglia la cintura e me la sistemano a modino... intanto avevo allentato un pochettino la frizione perchè da sotto tiravano come un carro di buoi ed ho sbobinato un centinaio di metri... il resto è stata lotta senza quartiere, sono riuscito a rimanere freddo e distaccato, Mike e Marcello mi incitavano, a volte non glie la facevo più con il giochetto tira e molla, ma dopo tre quarti d'ora di adrenalina pura (sai di che parlo!) ho visto finire il trecciato ed ho iniziato ad imbobinare flurocarbon; loro intanto vedevano la macchia bianca sott'acqua, ad un certo punto ho visto la coda e mi sono un po' spaventato perchè ho capito che si trattava di un coso enorme che manco li cani! Sembrava lungo quanto il gommone! Ma avevo soprattutto paura di perderlo (infatti uno degli ami l'ho poi trovato addrizzato). Con molta calma l'ho portato a pelo d'acqua, Mike era pronto col coppo, gliel'ha incappucciato sulla testa enorme, Marcelo tentava di tenerlo per la coda ma erano in difficoltà, io non ho lasciato la canna con la destra ma con la sinistra ed uno sforzo sovrumano sono riuscito a dare la spinta per spingere il pescione sul gommone! Siamo tornati indietro lentissimi, sul molo ci aspettavano, abbiamo pesato la ricciola, ma la bilancia non va oltre i 25 kg... quando ho pesato la testa, da sola faceva 7 kg abbondanti. Ancora non mi capacito di questa straordinaria magia, una delle cose più emozionanti che mi siano mai capitate...

Tranci di Ricciola al Cartoccio

Iniziare la preparazione mescolando in una ciotola il burro morbido insieme a poca scorza di limone, all’aglio tritato e al timo. Regolare di sale e pepe. Adesso a parte mescolare il prezzemolo, la scorza di limone rimasta ed una spolverata di pepe. Affettare sottilmente sia le carote che i porri e disporli in una ciotola, insaporirli con sale e e pepe. Preparare dei fogli di alluminio tanti quanti sono i pezzi di ricciola che avrete pulito accuratamente. Disporre su ognuno di essi qualche cucchiaio di carote e porri e posizionare sopra il pesce. Completare con un cucchiaino di composto di burro. Accartocciare i fogli di carta stagnola in modo che il pesce ne sia ricoperto interamente e che il condimento non fuoriesca. Trasferire in forno caldo per circa 20 minuti. Trascorso questo tempo tirare fuori dal forno, aprire la carta stagnola e completare con il composto di prezzemolo. Servire caldo.

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penrose

Penrose propone una sua personale visione dell’universo, inteso come l’insieme di tre "mondi": mondo fisico, mondo mentale e mondo platonico(matematico)

Ipotizza inoltre un singolare loop in cui alcuni dei concetti all’interno di un gruppo possono essere conosciuti e quindi studiati ed interpretati da un altro gruppo, mentre altri risultano intangibili. Così, per esempio, i concetti di numero e quadrato esistono nel mondo platonico, sono conosciuti nel mondo fisico e vengono studiati nel mondo delle idee. Esistono tuttavia concetti presenti solo all’interno del mondo platonico e non pensabili in quello fisico, e neppure in quello delle idee. Penrose definisce “misteri” questi differenti livelli di conoscenza per cui non sia possibile la piena conoscibilità e indispensabilità di ogni cosa in ogni gruppo. La fisica che tenta di spiegare: stabilire cosa è conosciuto e cosa è spiegabile mediante rigore matematico-sperimentale, ampliando e spingendo sempre oltre il confine tra il noto e l’ignoto.

„un'introduzione essenziale alle leggi della fisica per coloro che amano affrontare una sfida intellettuale che ha per ricompensa la conoscenza del tutto“

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