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Un poeta chiamato Cavallo

Capace come pochi di annullare le barriere che separano l'arte dalla vita
A oltre 10 anni dalla sua genesi (1996), il progetto “SuperViktor - Agosto ‘96”, nelle prime intenzioni una fiction-nonfiction della durata di circa trenta minuti con e su Victor Cavallo, uno dei più significativi esponenti dell’avanguardia artistica romana, dopo la lunga pausa e la scomparsa del protagonista nel Gennaio del 2000, si è evoluto in un singolare docu-fiction della durata di 52’, ricco di contenuti “forti”, autentici, provocatori, “sofisticato e zozzo”. Magistrale, emozionante, “super” è l’interpretazione di Cavallo: “un momento prima è Carmelo Bene, un attimo dopo è Renato Rascel…” (Tatti Sanguineti a Hollywood Party). Victor Cavallo fornisce una chiave di lettura personalissima del secolo che sta per concludersi attraverso il racconto di una giornata d’agosto in una Roma di fine millennio, vissuta tra realtà stranianti e finzioni verosimili da un attore ingaggiato per un film da girare Parigi e che non verrà mai realizzato... Vittorio Vitolo in arte Victor Cavallo è SuperViktor, l’antisupereroe che si cala nei personaggi inquietanti de “La Caduta” di Dürrenmatt, che sconfigge la morte schierando Totti sulla trequarti, e che avanza tra le macerie della vita con lo sguardo oltre, gigionesco e immenso, comico e tragico, dolce e poetico come una carezza di Gandhi. Franco Rea

Locandina
Alberto Merolla
Alberto Merolla
Pascal Teveny
Pascal Teveny

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